“Vorrei che i miei lettori ridessero e piangessero„
Il giorno della marmotta
Terza elementare, qualche tempo fa.
La maestra domanda:
«Cosa vorresti fare da grande?»
Alcuni giorni prima, uno dei miei primi componimenti era stato letto, ad alta voce, al cospetto della classe.
Avevo trasformato la richiesta di descrivere un animale del Parco naturale del Gran Paradiso nella cronaca del risveglio di una marmotta solitaria, il suo “ritorno al mondo”, la sensazione di fame che la guidava nell’esplorazione dei dintorni.
Sussurrai, fra imbarazzo e timore di apparire presuntuoso:
«Lo scrittore.»
Il copione esistenziale
Quell’affermazione fanciullesca custodiva in sé un orizzonte molto “alto” e un impegno straordinariamente arduo: vivere di scrittura.
Al terzo libro (tre e mezzo, se si considera la traduzione in lingua serba de “Le felicità nascoste”), devo ammettere di non esserci (ancora) riuscito.
Eppure, quel tema svolto nelle elementari è stato un passaggio fondamentale nella costruzione del mio “copione esistenziale”. La sceneggiatura che quel bambino aveva scritto per sé, per quando sarebbe stato grande, mi è rimasta cucita addosso e, fra sconforti e guizzi creativi, non posso non continuare a recitare il mio ruolo, onorare il mio piccolo pubblico.
Costose passioni
Per sopravvivere e per “finanziare” alcune costose passioni (vini eccellenti, viaggi avventurosi, trasferte per assistere a festival di cinema e poesia) faccio due cose:
il funzionario della Regione Piemonte, presso la quale mi occupo di progettazione comunitaria e transnazionale relativamente alle materie Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro;
il formatore di Project Cycle Management, metodologia con cui progettare interventi proposti dalla Commissione Europea e da altri organismi finanziatori, e il facilitatore in workshop, focus group, seminari, ecc., nella gestione dei quali utilizzo anche tecniche teatrali.
«Vorrei che i miei lettori ridessero e piangessero», dicevo allora. I romanzi, le poesie, i racconti.
2008: “nasce” la silloge Mio animale e mia anima, InEdition Bologna;
ancora nel 2008 esce in lingua serba, tradotto da Igor Vidović e pubblicato dall’editore Mono i Manjana di Belgrado, il romanzo Skrivene Radosti, con nuova grafica e copertina rispetto all’originale italiano:
Le felicità nascoste. Memorie involontarie di un bevitore di vino, InEdition 2007;
del 2003 è il romanzo Jiwe pietra d’Africa, Rubbettino, collana Iride;
2004: il racconto El salar del hombre muerto e la poesia Molto a ovest di Alice Springs trovano spazio sul magazine on line scriptamanent.net;
2002: la fiaba La pianta di tabacco e la pianta di tè è accolta nell’antologia Le storie del bosco, Fiori di campo editrice.
Recensioni, interviste, reportage di viaggio.
2004: Un romanzo d’amore e libertà ai tempi della rivolta di Budapest, recensione di Un treno per Budapest di Roberto Ruspanti e un’intervista ad Angelo Pezzana, libreria Luxemburg di Torino, in rubrica Passeggiando per librerie, sono pubblicate sul magazine Rnotes;
2005: i reportage Essere o non essere Africa. Le mille controverse fattezze del Madagascar e Tra montagne remote fra gli Yali di West Papua appaiono sul magazine scriptamanent.net.

